La Suprema Corte con sentenza n. 21672/19 depositata il 23 agosto ha statuito che “In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, l’onere di specificazione di dette ragioni è collegato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto”.

La Corte di Cassazione censura la sentenza impugnata nella parte in cui aveva ritenuto che la datrice di lavoro non avesse assolto il proprio onere probatorio circa l’effettiva sussistenza delle ragioni sostitutive indicate nel contratto individuale di lavoro e del nesso causale intercorrente tra tali ragioni e l’assunzione a termine della lavoratrice controricorrente.

In particolare la Corte d’Appello, adita in secondo grado, confermava la sentenza del Tribunale che aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto di lavoro stipulato dalla lavoratrice con una compagnia aerea per esigenze di sostituzione del personale assente per malattia con mansioni di assistente di volo impiegato presso la base di servizio di Milano.

Occorre richiamare l’orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza della Suprema Corte, in virtù del quale, in tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, l’onere di specificazione di dette ragioni è collegato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto.

In una situazione aziendale complessa, l’apposizione del termine si considera legittima se l’indicazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti sia integrata dall’enunciazione di altri elementi, come l’ambito territoriale di riferimento, le mansioni dei lavoratori da sostituire, che consentano di stabilire il numero dei lavoratori da sostituire, ferma restando, comunque, «la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità».
Nella fattispecie, dunque, è stata confermata la sussistenza del requisito della specificità con l’indicazione nell’atto della causale sostitutiva, del termine iniziale e finale del rapporto, del luogo dello svolgimento del lavoro a termine, dell’inquadramento e delle mansioni del personale da sostituire. Il ricorso va così accolto, con cassazione della sentenza impugnata, in relazione a tale motivo accolto, rinviando alla Corte d’Appello.