La Corte di Cassazione con ordinanza n. 17328 depositata il 27 giugno ha chiarito che “ Nel Processo Civile Telematico, il deposito degli atti tramite posta elettronica certificata è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna (la seconda PEC) sia stata generata entro la fine del giorno di scadenza previsto per il deposito medesimo”.

La Corte d’Appello aveva respinto l’impugnazione proposta da un cittadino straniero avverso l’ordinanza del Tribunale che ne aveva rigettato la domanda di protezione internazionale.

Ad avviso dei giudici territoriali, infatti, detto gravame era stato erroneamente proposto con citazione anzi che con ricorso, oltre che non tempestivo, in quanto depositato oltre il termine di 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza impugnata.

Avverso la statuizione, lo straniero si rivolgeva in Cassazione, sostenendo che l’appello fosse stato depositato nei termini, come provato dalla data delle ricevute di accettazione e di consegna apposte sul messaggio PEC.

Nessun rilievo doveva invece attribuirsi, secondo il ricorrente, alla data successiva attestante l’attività del cancelliere preposto all’accettazione dei depositi telematici.

Il Deposito via PEC, si perfeziona con la ricevuta di consegna.

La Suprema Corte, nell’ accogliere il ricorso, ribadisce il principio per cui nel Processo Civile Telematico, il deposito degli atti si perfeziona quando viene emessa la seconda PEC, ovvero la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata. È a tale data, infatti, che il mittente ha esaurito le operazioni necessarie perché l’invio telematico vada a buon fine e che la comunicazione è entrata nella sfera di conoscibilità del sistema di giustizia. Non osta, al riguardo, che la ricevuta dell’esito dei controlli automatici proveniente dal server della Cancelleria possa essere successiva. Nel caso di specie, conclude la Corte Suprema, il ricorso deve dirsi tempestivo in quanto la ricevuta di avvenuta consegna è intervenuta entro il trentesimo giorno dalla comunicazione dell’ordinanza del Tribunale. Mentre non risulta corretto e conforme al diritto valorizzare – ciò che hanno fatto i Giudici di secondo grado – la data dell’esito del controllo automatico da parte della Cancelleria. Ne consegue la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello in diversa composizione