Nel nostro Paese sono riconosciute due forme di matrimonio: civile e concordatario (ossia, il matrimonio cattolico che acquista anche effetti civili a seguito di trascrizione).

Appare pertanto utile analizzare in questa sede cosa debba intendersi, nello specifico, con queste due differenti forme.

Che cos’è il matrimonio civile?

È civile il matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile (sindaco o un suo delegato), disciplinato in toto dalla legge dello Stato. Ex art. 93 c.c., deve essere preceduta da pubblicazione fatta dall’ufficiale dello stato civile. La pubblicazione consiste nell’affissione alla porta della casa comunale di un atto dove si indica il nome, il cognome, la professione, il luogo di nascita e la residenza degli sposi, se essi siano maggiori o minori di età, nonché il luogo dove intendono celebrare il matrimonio. L’atto deve anche indicare il nome del padre e il nome e il cognome della madre degli sposi, salvi i casi in cui la legge vieta questa menzione. Le pubblicazioni servono a portare a conoscenza di tutti il (futuro) matrimonio prima che venga celebrato, in modo che chiunque vi abbia interesse o sia a conoscenza di un impedimento possa esperire opposizione. Infine, da una lettura in combinato disposto tra gli art. artt. 94 e 96 c.c., la pubblicazione deve essere richiesta dai futuri sposi (o da persona da essi delegata) all’ufficiale dello stato civile del comune ove uno degli sposi ha la residenza ed è fatta nei comuni di residenza di ambedue i nubendi.

Ai fini esemplificativi, quindi il matrimonio civile è quello che si si svolge – prevalentemente – presso la casa comunale, presieduto dal sindaco che da lettura ai futuri coniugi dei diritti e dei doveri derivanti dall’unione.

Che cos’è il matrimonio concordatario?

Chiarito cosa debba intendersi per matrimonio civile, occorre porsi lo stesso quesito per quello concordatario.

Il matrimonio concordatario è celebrato con rito cattolico davanti al ministro di culto, cioè il sacerdote. ed è disciplinato direttamente dagli accordi lateranensi tra Stato e Chiesa cattolica, così come disposti dal Concordato del 11.02.1929 (poi modificato nel 1984). L’unione infatti acquista effetti civili a seguito della sua trascrizione nei registri dello stato civile. Vale a dire che in assenza di quest’ultimo adempimento, ossia nel caso di mancata trascrizione, il matrimonio non avrà alcuna valenza giuridica, riducendosi ad atto puramente religioso, vincolante come sacramento ma irrilevante dal punto di vista giuridico.

NOTA BENE: È necessario ribadire che nella circostanza di matrimonio cattolico privo di effetti civili (come si è detto, nel caso in cui gli sposi non abbiano trascritto l’atto) si parla di matrimonio canonico.

Il sacerdote che procede alla celebrazione del matrimonio concordatario da infatti lettura agli sposi degli articoli del codice civile dedicati ai reciproci diritti ed obblighi. Dopo la cerimonia, deve infine compilare due originali dell’atto di matrimonio e trasmetterne uno all’ufficiale di stato civile affinché questi proceda, nelle ventiquattro ore successive al ricevimento, alla sua trascrizione.

Esistono dei casi in cui non è possibile procedere a trascrizione?

Il matrimonio concordatario non può essere trascritto (e, pertanto, rimarrà valido solamente come matrimonio canonico, privo di effetti civili):

  • quando sia violato l’art. 84 c.c.: se gli sposi non hanno l’età minima richiesta dalla legge per la celebrazione del matrimonio (cioè, quando gli sposi non sono maggiorenni, salvi i casi in cui ricorrano gravi motivi che giustifichino il matrimonio di chi abbia compiuto i sedici anni);
  • se sussiste un impedimento al matrimonio considerato inderogabile dalla legge (si rinvia agli artt. 87, 88, etc.).

Che cos’è il matrimonio acattolico?

Nonostante la profonda tradizione cattolica, esistono e sono professate numerose cerimonie secondo gli usi di altre religioni. Potrebbe accadere che due persone vogliano celebrare la proprio unione con un culto acattolico e intendano far acquistare a tale unione effetti civili. Cosa accade?

In tal caso, ex art. 83 c.c., si parla di matrimonio religioso acattolico: in sostanza, un matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti diversi da quelli cattolici ma comunque ammessi dallo Stato. Non si è tuttavia in presenza di una nuova e differente forma matrimoniale. Infatti, è semplicemente una particolare species di matrimonio civile al quale si applicano tutte le norme del codice civile, con l’unica differenza che la celebrazione è tenuta da un ministro di un determinato culto, il quale opera come delegato dell’ufficiale di stato civile. Ad ogni modo, anche il matrimonio acattolico acquista effetti civili a seguito della trascrizione: senza di essa, l’unione avrebbe un valore meramente religioso.