Non può essere ritenuto responsabile per la violazione del DASPO il tifoso che segue la squadra di calcio dopo la retrocessione. Non è infatti ammissibile alcuna interpretazione estensiva del provvedimento di DASPO del questore posto che, per l’invasività delle prescrizioni ivi contenute, deve essere assicurato il rigoroso rispetto dei principi di tassatività e determinatezza.


Secondo la Corte di Cassazione Penale, Sez. III, n. 16476/2019, la L. n. 401 del 1989, art. 6 prevede che il questore formuli il precetto amministrativo in maniera specifica e dettagliata – nel comma 1 sono usati i sintagmi “manifestazioni sportive specificamente indicate” e “luoghi specificamente indicati” -, ciò in funzione della perfetta intelligenza del provvedimento da parte del destinatario anche ai fini dell’esecuzione del collegato obbligo di presentazione all’ufficio o al comando di polizia competente di cui al comma 2, oggetto del controllo del Giudice, siccome prescrizione limitativa della libertà personale.
e sufficiente determinatezza.
In tal senso si veda anche Cass., Sez. 3, n. 37098 del 30/01/2018, dep. 01/08/2018, Lorenzini, non massimata, che ha disposto l’annullamento del provvedimento di convalida del DASPO avente ad oggetto manifestazioni sportive della Fortitudo Bologna, squadra di basket, posto che tale generica denominazione era equivoca siccome militavano con i colori della squadra una pluralità di compagini sportive composte da giocatori di età diversa (under 20, under 18 etc.), donde l’inesigibilità dell’obbligo, e le sentenze Sez. 3, n. 4369 e 4370 del 18/01/2012, entrambe dep. 01/02/2012, rispettivamente Guastelli e Iemmolo, non massimate, che hanno annullato senza rinvio i provvedimenti relativi all’obbligo di presentazione limitatamente alle partite non adeguatamente pubblicizzate, quali le amichevoli, non ricomprese nello specifico nel DASPO.
Del resto, non è neanche d’immediata evidenza logica l’assunto secondo cui il mutamento di denominazione della squadra e la retrocessione non incidano sull’interesse del tifoso a continuare ad interessarsi del club, non potendosi escludere che, viceversa, l’iscrizione di altro gruppo sportivo al campionato di serie D elimini in radice o indirizzi l’interesse del tifoso verso altre manifestazioni sportive.
Ritiene pertanto il Collegio che il provvedimento in oggetto, per essere considerato ancora valido ed efficace, avrebbe dovuto essere nuovamente esaminato dall’Autorità amministrativa e sottoposto all’Autorità giudiziaria, ciò che nella specie non è avvenuto.