La sentenza n. 113/2015 della Corte costituzionale, ha stabilito che gli apparecchi di rilevazione della velocità sulle strade devono essere necessariamente revisionati periodicamente, altrimenti sono irregolari e le multe che derivano da un loro rilevamento illegittime.

A seguito di tale principio, le sanzioni comminate attraverso autovelox non revisionati e non ancora pagate, potranno essere annullate.

La taratura degli autovelox va fatta ogni dodici mesi affinché possa ritenersi che il dispositivo conservi i requisiti di conformità nel tempo.

L’autovelox affinchè risulti legittimo oltre alla revisione periodica deve rispettare altri requisiti come: l’omologazione, segnalazione adeguata, indicazione del limite di velocità.

OMOLOGAZIONE

il modello utilizzato deve essere omologato dal ministero dei trasporti e i suoi estremi devono essere riportati nel verbale di contestazione.

SEGNALAZIONE ADEGUATA

Secondo quanto ribadito più volte dalla Corte di Cassazione,in difetto di idonea informazione circa la presenza e l’utilizzazione di autovelox, il relativo verbale di contestazione è illegittimo.

La Corte ha statuito che gli autovelox devono essere segnalati adeguatamente attraverso cartelli stradali specifici e cartelli luminosi che ne preannuncino la presenza.

INDICAZIONE DEL LIMITE DI VELOCITA’

La suprema Corte con sentenza del 20 maggio 2014 ha precisato che affinchè la contestazione sia valida è necessario che sia indicato chiaramente il limite di velocità ed in caso di incrocio, il segnale del limite venga riproposto.

Infine occorre tener bene a mente che gli autovelox possono essere posizionati sempre sulle strade extraurbane, mentre l’installazione dell’autovelox nelle strade urbane, infatti, è valida solo per quelle ad alto scorrimento caratterizzate da pericolosità, traffico o difficoltà nel fermare il veicolo.